Appena annunciato e già contestato il progetto del megaparcheggio multipiano a San Bernardino, rispolverato dall’attuale amministrazione su un vecchio progetto del ’90.

A presentare un appello al Governo della città contro quest’opera sono alcuni cittadini tra cui Fausto Corti, Giovanni Cialone, Antonio Porto e Luca D’Innocenzo.

“Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha diffuso la notizia che tra un paio di mesi avranno inizio i lavori per la costruzione di un parcheggio multipiano a fianco della scalinata della Basilica di San Bernardino. Si tratta di un progetto datato nella concezione e nelle motivazioni, avviato nei primissimi anni del secolo in condizioni storiche, economiche e sociali del tutto differenti dalle attuali, che l’Amministrazione Biondi ha riesumato al di fuori di qualsiasi considerazione di natura pianificatoria, che configura il parcheggio come un intervento del tutto occasionale esso nega e prescinde da e una ordinata programmazione del futuro del centro storico.

Questo avviene nella totale assenza di un piano parcheggi condiviso che affronti in un ragionamento complessivo un problema cronico della città e porta in centro un ulteriore attrattore di traffico.

Queste valutazioni, che sono di per sé sufficienti a ritenere l’iniziativa incomprensibile, diventano tuttavia insignificanti se si considerano gli effetti devastanti che l’opera avrebbe sullo skiline di quella parte di città ed in particolar modo sulla Basilica di San Bernardino, che costituisce uno dei monumenti simbolo della Città, unanimemente riconosciuto come opera capostipite nel quadro dell’architettura italiana del Quattrocento.

Difatti, dagli elaborati del progetto emerge che la costruzione del parcheggio comporta la sostituzione della scarpata alberata posta a sinistra (per chi guarda la Chiesa) della scalinata in luogo della quale verrebbe realizzato un edificio a gradoni.

Qualora l’opera venisse eseguita, quindi, si comprometterebbe in modo irrimediabile l’assetto in cui è posto il Monumento con gravissima compromissione della sua qualità architettonica e paesaggistica.

Per tale ragione, chiediamo all’Amministrazione comunale – scrivono nell’appello – di soprassedere da quello che a noi appare un mero atto di distruzione e che arrecherebbe al patrimonio culturale della Città dell’Aquila un danno irreparabile per ragioni che non hanno nulla a che vedere con l’interesse pubblico.

Chiediamo altresì alla Soprintendenza di intervenire immediatamente, assumendo i provvedimenti di sua competenza per evitare quello che si annuncia come un intollerabile scempio.

Chiediamo infine a tutti gli Aquilani di far sentite la loro voce e di intervenire direttamente nei riguardi sia del Comune dell’Aquila, per sollecitare un suo rinsavimento, sia della Soprintendenza, per spingerla ad intervenire senza indugio.

Non si può nemmeno sorvolare sulle criticità del procedimento che ha portato alla approvazione del progetto ed alla assegnazione dell’opera alla Concessionaria. L´opera in questione è stata aggiudicata alla Orione Costruzioni Generali snc di Nurzia (adesso Orione Costruzioni srl) con provvedimento del 23 maggio 2008 all’esito di una procedura di project financing che è stata condotta, a nostro avviso, in modo tale non rispettare di fatto l’obbligo di mettere a gara l’offerta del proponente.

Difatti:

  1. il bando di gara è stato approvato dal Comune il 18 ottobre 2007;
  2. il bando è stato pubblicato sull’Albo Pretorio dal 21 dicembre 2007 al 5 gennaio 2008 ossia durante un periodo festivo e per un totale di 6 giorni lavorativi;
  3. la notizia del bando à stata pubblicata sui giornali nazionali il 4 gennaio 2088 nonostante il termine per la presentazione delle domande scadesse il 5 gennaio alle ore 12;
  4. l’avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 dicembre 2007 indicava il 28 dicembre 2007 come termine per la presentazione delle offerte, ossia 8 giorni prima della scadenza reale.

La seconda anomalia riscontrata è relativa al possesso da parte della aggiudicataria dei requisiti previsti dal Bando. Si richiedeva alla ditta, per l’affidamento della concessione, il possesso della SOA categoria generale OG1 classifica IV, corrispondente ad un importo di lavori pari a € 2.582.284,00. La gara aveva tuttavia per oggetto la “progettazione definitiva ed esecutiva e la realizzazione dell’opera”, rispetto alla quale andava perciò verificata la sussistenza delle SOA, come sancito dalla Avvocatura comunale con parere del 17 gennaio 2008″.

E concludono: “Orbene, all’epoca della gara la Orione Costruzioni era qualificata per prestazioni di progettazione e costruzione s0o SOA OG1 alla IIII classifica, corrispondente ad un importo di € 1.032.913, somma insufficiente rispetto rispetto a quanto previsto dalla gara.. Dalla visura camerale sembrerebbe, inoltre, che oggi la Società Orione non possegga più la qualificazione per prestazioni di “progettazione ed esecuzione lavori” il che, se vero, la renderebbe allo stato priva di uno dei requisiti imposti dalla normativa vigente per lo svolgimento dell’appalto e comporterebbe la revoca della aggiudicazione. Alla stessa conclusione sembrerebbe doversi giungere per quanto riguarda il capitale sociale minimo che il bando fissava in euro 215.585,00. Allo stato la Società Orione ha un capitale sociale di appena euro 100.000 che non soddisfa più i requisiti per l’aggiudicazione”.

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