di Maria Cattini  – Il neo -e traballante – Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’uomo che doveva “rompere meccanismi” e che ancora incredulo della sua vittoria alle urne già proponeva “L’Aquila come modello da dove far iniziare il nuovo centro destra”, al primo segnale di vita è franato rovinosamente su alcune delle più classiche bucce di banana della politica italiana: la moglie e la compagna di viaggio.

Alla società della moglie, Elisa Marulli, è stata infatti affidata in via diretta (prima o dopo l’elezione del Sindaco) la comunicazione dell’ostello comunale di Campo Imperatore, appena riaperto e dato in gestione ad una società privata. Il 25 aprile, invece di celebrare l’anniversario della Liberazione, il Sindaco più nero che biondo ha pensato bene di non andare alle celebrazioni istituzionali. E’ vero, non ci si poteva aspettare molto di più dal giovane Biondi, già AN, Casapound e oggi FDI, abituato nel corso della sua breve e fulminante carriera all’incarico a Palazzo, dove ha avuto la fortuna di iniziare la sua carriera giornalistica (o almeno così sostiene WiKipedia). Ma se, tappandosi il naso, si possono pur riconoscere le questioni di sensibilità politica, non possono passare inosservate quelle di opportunità e stile. Anche perché sarebbe proprio curioso sapere quanti ostelli in Italia si possano permettere una responsabile della comunicazione alla stregua delle grandi catene alberghiere.
Nel frattempo, anche la partecipazione al recente viaggio simil istituzionale del Sindaco dell’Aquila in Russia della sua stretta collaboratrice Alessia Di Giovacchino, socia della moglie del sindaco, già dipendente di Abruzzo Engineering in convenzione col Comune dell’Aquila, già distaccata al settore Ricostruzione privata ed assegnata allo staff del primo cittadino, sta creando molti imbarazzi in Municipio. Le opposizioni stanno facendo pressioni per aver chiarezza e sono tanti i punti oscuri rimasti ancora irrisolti su questo viaggio come: a quale titolo la Di Giovacchino, pur in ferie, abbia accompagnato il sindaco e il suo portavoce; se esista effettivamente una delibera di autorizzazione al viaggio da parte della Giunta, seppur a costo zero per l’Amministrazione; e il vero ruolo del lobbista Gabriele Rossi in tutta la vicenda (uomo molto vicino all’ex presidente Gianni Chiodi), dove sembrano intrecciarsi in maniera un po’ troppo disinvolta i temi della ricostruzione e della smart city a quelli del semplice viaggio di piacere. La chiarezza e la trasparenza dovrebbero essere d’obbligo per una maggioranza che pretende di segnare la discontinuità con le maggioranze precedenti.
A tutto ciò va aggiunto che, dopo quasi un anno di coma profondo, la sempre più fragile maggioranza al Comune dell’Aquila sta andando in fibrillazione per le mancate nomine alle municipalizzate e per la totale apatia amministrativa che ha caratterizzato questo primo -se non ultimo- scorcio di legislatura. Una parte della maggioranza che fa tutta sola una conferenza stampa per tracciare il bilancio dell’attività senza nemmeno invitare il sindaco era una scenetta che ancora mancava nella grande opera buffa dell’Amministrazione comunale aquilana.
All’orizzonte quindi, non bastasse l’anatra zoppa, si intravedono solo nubi minacciose per il Sindaco dell’Aquila. Tanto che, quando viene avvistato nei corridoi del Comune, pare ci sia già chi si diverta a lanciare l’allarme: “si Biondi chi può!”.

Commenti

comments