Sul Fatto Quotidiano di oggi un articolo “L’ex pm sotto accusa cenò con 3 del Csm e parlò anche a Lotti”, nel quale si parla della ricostruzione, fatta dal quotidiano La Verità di Maurizio Belpietro, di una cena ai Parioli per 30 persone, organizzata a casa di Luciano Tancredi, ex responsabile della comunicazione di Legnini ai tempi in cui era Sottosegretario del Governo Letta e successivamente del gabinetto di Matteo Renzi, con Giovanni Legnini, vice presidente del Csm e Antonio Savasta, ex pm della procura di Trani ed oggi giudice dell’ottava sezione civile del tribunale di Roma, indagato per intralcio alla giustizia e corruzione. Savasta, secondo la ricostruzione del giornale, avrebbe dovuto far luce sugli affari del socio del padre di Matteo Renzi ma in quel periodo fu denunciato da alcuni imprenditori.

“Un imprenditore finisce nei guai per un giro di fatture false ma il magistrato che deve svolgere indagini su di lui ha a sua volta qualche problema con la giustizia e deve cercare di limitare i danni con il Consiglio superiore della magistratura.

I due si conoscono da quando sono ragazzi, quindi il magistrato chiude in un cassetto il fascicolo sull’amico che, in cambio, gli apre le porte dei Palazzi romani. È l’estrema sintesi di quanto ricostruito nell’indagine avviata dalla Procura di Firenze che vede indagati per intralcio alla giustizia e corruzione i due amici d’infanzia: l’ex pm di Trani e oggi giudice civile al Tribunale di Roma, Antonio Savasta, e l’immobiliarista di Barletta trapiantato a Firenze, nonché ex socio di Tiziano Renzi, Luigi Dagostino, arrestato poche settimane fa dai giudici toscani per alcune delle fatture false dimenticate nel cassetto.

PER LO STESSO fascicolo la Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di entrambi i genitori dell’ex premier Matteo Renzi: la mamma Laura Bovoli e il padre Tiziano, proprio per un giro di fatture con Dagostino. Il legame con il pm Savasta è emerso in un secondo momento. I magistrati fiorentini, Christine von Borries e Luca Turco, hanno ricostruito tutti i rapporti e gli appuntamenti avuti da Dagostino, diligentemente appuntati dall’imprenditore nelle sue agende. E come ha riportato ieri Giacomo Amadori su La Verità, si sono soffermati in particolare su due: un incontro tra Savasta e Luca Lotti a Palazzo Chigi, quando l’ex ministro dello Sport era sottosegretario del governo Renzi, e una cena a casa di Luciano Tancredi, giornalista, ex responsabile della comunicazione e tuttora amico di Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm. In merito al primo incontro è stato sentito lo stesso Lotti che ha confermato di aver ricevuto Savasta, mentre per quanto riguarda il secondo i magistrati toscani hanno dovuto sentire più persone. Tutte hanno ricostruito la serata a casa di Tancredi. Tancredi è direttore delle relazioni esterne e istituzionali di Ads, Assembly Data System. La cena si svolge il 6 dicembre 2016. Appena due giorni dopo la sconfitta del Sì al referendum costituzionale e soprattutto poche settimane dopo l’ingresso di Dagostino in Ads come socio di maggioranza, azienda nella quale rimarrà appena fino al gennaio successivo. In quel dicembre, quindi, l’imprenditore pugliese era uno dei superiori di Tancredi, un professionista stimato e affermato con una rete di relazioni importanti. Il fine settimana precedente, Tancredi aveva partecipato a una battuta di pesca d’altura che aveva dato ottimi frutti, per questo decide di condividere con una ristretta cerchia di amici e conoscenti il pescato. E invita anche Dagostino. Secondo quanto ricostruito dai magistrati fiorentini che hanno interrogato i partecipanti alla serata (nessuno dei quali è indagato), Dagostino si informa sui presenti. Sa che ci sono alcuni membri del Csm, tra cui Paola Balducci e Legnini ma anche Giuseppe Fanfani, avvocato aretino, laico in quota Pd e padre di Luca che difende Pierluigi Boschi per la vicenda di Banca Etruria. E decide di estendere l’invito anche a Savasta e a all’avvocato pugliese Ruggiero Sfregola, legale di molti dei coindagati di Dagostino per le fatture false. A verbale Tancredi come gli altri soci di Ads presenti alla cena dichiara di non sapere neanche chi fossero Savasta e Sfregola. Anzi. Tancredi spiega di esserseli trovati davanti e di aver pensato che potessero essere nuovi potenziali soci visto che erano insieme a Dagostino. Nessuno, secondo quanto da loro riferito, ha fatto molto caso alla presenza dei due sconosciuti: quella sera c’erano circa trenta persone. Così come nessuno ricorda di aver visto parlare Savasta con Legnini.

IL MAGISTRATO era ancora alla Procura di Trani e a metà ottobre, quindi poche settimane prima della cena, aveva presentato al Csm domanda di trasferimento per “rimuovere eventuali incompatibilità”. Insomma: aveva tentato di portarsi avanti. Savasta ha diversi esposti e procedimenti a suo carico tra Bari e Lecce ed è poi stato trasferito a Roma. Mentre il fascicolo aperto dai magistrati fiorentini che lo vede indagato con Dagostino è stato inviato per competenza alla Procura di Lecce che ora proseguirà gli accertamenti per capire se il pm ha tentato di fare pressioni su Legnini e Lotti. L’imprenditore pugliese è ancora in carcere e ha confermato di aver accompagnato Savasta a entrambi gli appuntamenti seppur limitandosi a ricordare di essere stato presentato a Legnini durante la cena senza però avere modo poi di parlarci e di esser rimasto fuori da Palazzo Chigi”.

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