4-Il-sindaco-Massimo-Cialente-alla-finestra-di-Palazzo-Fibbioni

di Maria Cattini – Max Cialente questa volta ce l’ha fatta a realizzare qualcosa di memorabile: la candidatura della Perdonanza a bene immateriale dell’Unesco è finita peggio della patetica candidatura dell’Aquila a Capitale europea della Cultura. Dopo anni di balle, spesso rilanciate e sparate a sei colonne sul quotidiano prediletto dal Pd aquilano, il Ministero della Cultura ha chiuso definitivamente la questione con, non solo metaforicamente, una bella pizza napoletana in faccia al Sindaco e ai polverosi componenti del comitato promotore che contavano personaggi del calibro di Maria Teresa, l’ubiqua sorella di Gianni Letta. Alla fine, infatti, sarà unicamente “L’arte dei pizzaiuoli napoletani” la candidata Italiana nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco per il 2016. Lo ha deciso all’unanimità la Commissione nazionale italiana per l’Unesco su proposta del ministero dell’Agricoltura e con il sostegno del ministero degli Esteri, dell’Università, dell’Ambiente, dell’Economia.
Alla notizia dell’ennesima debacle, il Sindaco CIalente è tornato subito a calzare il suo  scolapasta preferito per lanciare di nuovo battaglia:

“La notizia battuta (dall’Ansa) è falsa e incompleta. La Perdonanza sarà a Parigi. La battaglia continua, ma questa volta la seguiremo passo passo, soprattutto affiancando la distratta Ambasciatrice italiana presso l’Unesco”.

Con Cialente che ce fa’ Tarzan possiamo tutti dormire tranquilli. Anche perché, vale la pena ricordarlo, solo lo scorso dicembre, alla clamorosa- si fa per dire- notizia della prima bocciatura della Perdonanza da parte della commissione internazionale dell’Unesco, dalle pagine del quotidiano locale e grazie alla complicità dei suoi reggi-microfono preferiti, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente aveva mandato il suo avvertimento a Grecia e Belgio, rei di aver assunto “posizioni pretestuose che fanno capo a giochi politici all’interno della stessa Comunità europea”. “Mica pizza e fighi”, avevamo commentato. Ed invece scopriamo oggi che era solo una pizza (in faccia).
Ma è difficile contenere una forza della natura come Max Er Bucia Cialente: sempre, a dicembre, l’amato sindaco aveva cercato di recuperare la figuraccia promettendo solennemente che “Il Mibact conferma la Perdonanza quale unica candidatura italiana anche per 2016 al riconoscimento come bene immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco”. Oggi invece è arrivata la smentita anche a questa balla con Il ministro Maurizio Martina che spiega che la pizza è stata scelta perché “rappresenta l’Italia in tutto il mondo”. “Proseguiamo a valorizzare il made in Italy dopo il grande successo di Expo”, ha aggiunto sull’argomento il titolare delle Politiche agricole. Non pago, Cialente torna a promettere di marciare su Parigi con i prodi e valorosi membri del comitato promotore cittadino per “affiancare la distratta Ambasciatrice italiana presso l’Unesco”. Viste le magre figure raccolte finora, ci auguriamo solo che Cialente&Co il viaggio se lo paghino da soli.

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