Benedetti_sottoservizi

di Maria Cattini – “L’Italia riparte, la crisi è alle spalle, siamo usciti dal tunnel”: assicura lo sbruffoncello di Firenze che, in due anni di Governo, come unico indiscutibile risultato può vantare quello di aver indispettito i partners europei più di quanto fece il buffone di Arcore. Già, perché mentre gli italiani subiscono come inevitabile fatalità ogni nefandezza proposta dai governanti di turno,  in Europa, quando non ridono di noi, proprio non riescono a comprendere come sia possibile che il primo ministro italiano invochi continuamente la flessibilità e poi possa permettersi, ad esempio, di evitare l’election day e buttare dalla finestra 300 milioni di euro solo per tentare di fiaccare il prossimo voto referendario. Certo, in Europa capiscono benissimo la convenienza politica che potrebbe averne Renzi, ma non sono certo disponibili a finanziare tale idiozia in un Paese che, dati economici alla mano, continua a pesare come una zavorra.
Non che a livello abruzzese le cose vadano meglio: per tutte le proiezioni statistiche, l’Abruzzo sprofonda sempre più verso il sud d’Italia; a Pescara si prevede una stagione balneare off limits (alla faccia delle promesse elettorali di ricongiungere “l’acqua dolce dei fiumi con l’acqua salata del nostro mare”); a L’Aquila, “il cantiere più grande d’Europa”- ci assicuravano-, anche il settore edilizio è in crisi e non si contano i fallimenti delle ditte edili impegnate nella ricostruzione. Il governatore D’Alfonso emula Renzi alla perfezione e, per soddisfare la bulimia di poltrone della politica abruzzese, attraverso la proposta di ben due progetti di legge, cerca di boicottare l’esito del referendum di Pescara, dove due anni fa  il 67% dei cittadini votarono per ridurre i costi di gestione con la fusione di tre Comuni confinanti. L’assessore Marinella Sclocco, invece, arriva a proporre, e a difendere, la scelta dell’aumento del bollo auto per finanziare una “Città della Cultura” (ancora?!) della quale nessuno osa fare il nome. “Sono solo 50 centesimi in più a auto”, spiega la Sclocco che intanto deve farsi bastare i 100 milioni di mutuo appena contratti dal Governo regionale. Cento milioni di nuovi debiti che diventeranno 268 milioni  a fine dei trent’anni del mutuo che pagheranno tutti gli abruzzesi, dai neonati agli ultra centenari.  “Solo 223 euro di tasse in più per ogni singolo abruzzese” penserà la Sclocco che evidentemente, da quando è diventata assessore della Regione, non soffre più di problemi economici.
Ma là dove l’idiozia della politica si incastra letteralmente nel tunnel è proprio L’Aquila. “La ricostruiremo più bella che pria”: giura il Sindaco Cialente impegnato come mai a scacciare via i gufi, che si fanno sempre più numerosi. Ultimo insospettabile, entrato alla grande nella odiosa categoria, è il compagno Carlo Benedetti che, con un vero coupe de teatre, denuncia i gravi ritardi nella realizzazione del tunnel dei sottoservizi. Lo stesso tunnel che ci hanno raccontato essere un “tunnel intelligente”. La soluzione proposta da Benedetti? Ovviamente la più idiota: sospenderne la realizzazione. E siccome Benedetti un idiota non è, la città si interroga sui veri motivi politici di questo inaspettato attacco a Cialente. Anche perché, ammesso che la polemica lanciata del Presidente del Consiglio comunale sia giusta, spacca la città in due. Oltre al grave ritardo nella realizzazione del tunnel è ancora più grave il suo, e di molti altri, tombale silenzio durato molto più di cinque anni. Anni passati a difendere sulla stampa e nei tribunali ogni sparata del signor Sindaco. Ecco: adesso a L’Aquila, invece di imbestialirsi, tutti sembrano appassionati a inseguire i percorsi contorti e demenziali che si celano dietro questo mutamento, e pochi  hanno il coraggio di stigmatizzare una polemica nata per meri interessi personali e che rischia di procrastinare ulteriormente il conseguimento dell’interesse generale. “Le case si costruiscono dalle fondamenta”, lo sanno anche i bambini delle elementari. Che la Giunta Cialente abbia deciso di ricostruire una città senza una programmazione e con un cronoprogramma senza capo né coda, L’Aquilablog lo denuncia da anni. Il tardivo ravvedimento di Benedetti, post polemica nata dalle critiche sul futuro ponte, però, non può che avvilirci e complicare la già complicatissima ricostruzione della città. Speriamo solo che tra un mare di sciagurate idiozie i nostri amministratori riescano a ritrovare un po’ di intelligenza. Forse persa per sbaglio dentro un tunnel.

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