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Alice Dal Brollo, studentessa 21enne di Cerete, in provincia di Bergamo, stava studiando scienze dell’investigazione a L’Aquila. Nel sisma del 6 aprile del 2009 ha perso la vita: la casa in cui viveva in via XX settembre è crollata senza lasciarle scampo. Il giorno prima aveva scritto al fidanzato rassicurandolo: avrebbe dormito vestita, pronta a scappare, ma la scossa delle 3,32 non le ha dato il tempo di mettersi al riparo.

Per questa perdita il tribunale de L’Aquila ha condannato il genio civile a risarcire i familiari di Alice con un importo di 440 mila euro. Alla base della condanna c’è la gravità del comportamento dei funzionari del genio civile che, violando le norme sulle leggi antisismiche, hanno autorizzato la costruzione e poi l’utilizzo dell’edificio di via XX settembre, in cui la studentessa 21enne perse la vita.

“Il risarcimento è del massimo grado”, si legge nel verbale della sentenza, “pur nella consapevolezza che nessun risarcimento potrà mai lenire il dolore per una perdita del genere”.

Alice Dal Brollo era figlia unica. Nel crollo dell’edificio la ragazza è morta schiacciata da una trave, ma il suo corpo ha fatto da scudo a un’altra giovane che è riuscita a salvarsi. Ad Alice l’università degli studi de L’Aquila ha riconosciuto il diploma di laurea; all’interno dell’ospedale la sala multimediale è dedicata a lei.

Fonte: Rete8

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