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Oggi 13 settembre, personale della squadra volante della Questura di L’Aquila della Polizia ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il tribunale di L’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del Pm Stefano Gallo, nei confronti di un giovane 25enne, di nazionalità nigeriana, resosi responsabile dei reati di tentata violenza sessuale e lesioni personali in danno di una giovane connazionale.questuralaquila

Al provvedimento eseguito si è giunti in quanto la sera del 7 giugno scorso una pattuglia della volante era intervenuta presso il pronto soccorso dell’ospedale dell’Aquila, ove era stata segnalata dal medico di turno la presenza di una giovane donna, di nazionalità nigeriana, con una ferita all’avambraccio destro ed un trauma addominale, causati da un uomo con cui, unitamente ad altre persone, divideva l’appartamento.

Nella circostanza la giovane riferiva ai poliziotti intervenuti di aver subito, dall’arrestato odierno, varie molestie e che quella sera, dopo il suo ennesimo rifiuto di una prestazione sessuale, lo stesso tentava violenza sessuale nei suoi confronti e non riuscendovi la colpiva ripetutamente con pugni e calci all’addome e gli procurava un taglio sull’avambraccio destro con un coltello. La stessa straniera, riuscita a divincolarsi, usciva dall’appartamento e veniva soccorsa ed accompagnata in ospedale da un italiano, proprietario dell’appartamento.polizia-di-stato

In sede di denuncia la donna confermava quando dichiarato presso l’ospedale e cioè che, oltre ai fatti accaduti in quella serata, da un po’ di tempo il giovane connazionale, con cui divideva l’appartamento, aveva iniziato ad infastidirla chiedendole in continuazione una prestazione sessuale ed ai suoi rifiuti l’aveva più volte minacciata di stuprarla e di ucciderla subito dopo.

Pertanto, a seguito della dichiarazione della malcapitata e dalle testimonianze raccolte dagli altri coinquilini, veniva rimessa informativa all’autorità giudiziaria che provvedeva ad emettere un ordine di carcerazione nei confronti del nigeriano, che nel frattempo si era allontanato dal territorio nazionale, fatto che però non faceva demordere il personale della squadra volante che monitorava costantemente gli ambienti ove si muoveva il nigeriano e nella mattinata odierna, al rientro dall’estero, rintracciava l’autore dei fatti sopra descritti che, dopo gli atti di rito in Questura, veniva accompagnato presso il carcere di L’Aquila a disposizione della autorità giudiziaria.palazzodigiustiziatribunalel'aquila

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